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STEFANIA VICHI

contemporary artist 

Nata in Italia. Tutto il resto è curvo e mutevole.

Sono nata nel 1986 a Città di Castello (Umbria) in Italia, laureata in Giurisprudenza presso la Facoltà di Perugia; titolata Avvocato; diplomata in danza classica presso la Royal Academy of Dance di Londra; votata da sempre all’arte. Ecco la mia sintesi biografica. Negli ultimi anni ho lasciato fluire la mia vera natura. Impossibile porre freni al magma creativo interno. Più entravo nell’ordinarietà della vita di Avvocato, più il mio estro gridava. Segnali probabilmente innati e dal 2015 non più ignorati. L’ordinarietà dunque è stata scatenante, senza averla provata non avrei mai decifrato cosa mi rendesse viva. Di certo provenendo da Giurisprudenza, incardinata in regole e dogmi, la scelta ha richiesto una matura presa di coscienza ed una sana dose di follia. Nel 2015 il primo approccio alle opere di grandi dimensioni su richiesta dello studio di architettura di Milano. Grazie a questa produzione sono seguite commissioni, esposizioni e mostre in Gallerie italiane ed europee.
Nel 2019 sono stata selezionata fra gli artisti emergenti della Fondazione Modigliani Ricerca Scientifica nel progetto MOOVART, con la quale ho partecipato alle mostre, fra le altre, a Castel dell’Ovo a Napoli; a Liverpool presso il centro nazionale di Architettura di Riba North; al Museo Zeffirelli a Firenze; nonché è stata selezionata fra i finalisti di concorsi d’arte come ROMART2019 esponendo presso lo Stadio di Domiziano, e 9° biennale d’arte internazionale a MONTECARLO 2021; invitata alla Collettiva Curatoriale “REFOLDED. Percorsi Meta-artistici” - Luiss Business School – Fondazione Pastificio Cerere – Roma, Dicembre 2020; finalista ad EXIBART PRIZE 2020.


In breve sintesi, i miei lavori di pittoscultura richiamano l’arte barocca che guida senz’altro la creazione delle mie opere le cui forme, prima di divenire granitiche, vengono plasmate per la maggior parte con tessuti, attraverso un vero e proprio processo sartoriale, conservando quel senso di flusso continuo e viscerale che esplode infrangendo anche i margini della tela, bypassando i confini delimitativi della cornice. Il loro movimento è studiato e ponderato, denotando la riconoscibilità delle mie opere. I miei lavori di “pittoscultura” richiamano l’arte barocca che guida senz’altro la creazione delle opere le cui forme, prima di divenire granitiche, vengono plasmate per la maggior parte con tessuti, attraverso un vero e proprio processo sartoriale, conservando quel senso di flusso continuo e viscerale che esplode infrangendo i margini della tela, bypassando i confini delimitativi della cornice. Il loro movimento è studiato e ponderato, denotando la riconoscibilità delle opere. Un “NUOVO BAROCCO” che richiama ricchi virtuosismi scultorei contorcendo le forme e catturando la mente dello spettatore per donare un’immagine di inusuale movimento.
 

In tutte le mie opere due sono gli echos impulso.
Il primo è il richiamo alla “ciclicità della storia” di machiavellica memoria: la storia si erge a maestra di vita, poiché "Tutti li tempi tornano, li uomini sono sempre li medesimi" (Niccolò Machiavelli). I tempi mutano, ma il sistema sotteso è il medesimo; così l'uomo, pur adattandosi al suo tempo è sempre dotato di quei vizi e virtù che lo porteranno a ragionare con i medesimi impulsi umani. Si deve pertanto conoscere la storia per ragionare con il vantaggio di un esempio di esperienza, senza incorrere in errori banali. E allora parlando di storia, se il “Rinascimento” è un proclamo alla ricerca delle lezioni del passato per estrarne insegnamenti da riplasmare nel contemporaneo, il “Barocco” è un inno allo stupore e alla bellezza. La sintesi che ne deriva è un “NUOVO-RINASCIMENTO-BAROCCO”: trarre insegnamenti dal passato per estrarne luce nuova nel presente. Così, “Stupore” e “Ricerca” elevano l’uomo attraverso l’arte armata di “bellezza”.
Ed ecco il secondo echos impulso: la necessaria “bellezza” dell’opera, arma precipua dell’arte. L’invito è dunque a “nutrirsi della bellezza”, a compiere appunto dei “caricamenti d’arte”, delle “trasfusioni di vanitas” contro i Savonarola del nostro tempo, nella convinzione che la sensibilità artistica sia insita in ognuno di noi, ma solo affievolita da routine quotidiane che spezzano quel nutrimento che invece, la storia ricorda, è sempre stato una delle priorità di tutte le civiltà, specialmente quella italiana.
L’arte difatti è stato sempre un nutrimento e non solo per gli occhi. Essa merita di essere considerata ancora oggi una delle priorità della società e non valutata come un argomento elitario o priorità secondaria. Ed è bene ricordarlo, visto che, soprattutto nell’anno della pandemia, abbiamo assistito alla sua ingiusta marginalizzazione. La bellezza trasmessa dall’arte diventa sollecitazione dell’uomo, veicolo di ascesa, stimolo di crescita, spunto di riflessione. Tale qualità, proiettata nel coevo, non è certo “bellezza ideale di matrice greca”, né refuso puramente estetico: è anzi “bellezza mutevole”. È luci ed ombre; ferita e cura; dispetto-insegnamento; mite- travolgente; soave-irruente...Rimane il fatto che di qualsivoglia colore sia tinta e in qualsiasi modo essa sia descritta, la “Bellezza” non è mai ignorata. Ecco la sua potenza, la sua incontenibile forza che diventa arma dell’arte. Il Rinascimento promosso da Lorenzo il Magnifico a Firenze è solo uno dei gloriosi e fulgidi esempi storici di devozione all’arte e alla bellezza come mezzo di crescita. I Medici nutrivano l’intuizione umana, consapevoli che essa era la più grande forma di investimento esistente. Coltivavano il genio; promuovevano la sua diffusione per ispirare tutti i popoli. Ed è un modello sempre attuale, un esempio sempreverde di acume di estrema semplicità ed attuabilità.
E’ questo l’invito intrinseco riecheggiante in tutte le mie opere, in cui Il Barocco ed il Rinascimento, dunque, non diventano il riferimento ad un preciso periodo storico, ma un inno alla creatività, alla ricerca, all’intuizione umana. Un concetto sempiterno, un memento da spendere nel presente. Imparare dal passato per ispirare un “Nuovo Rinascimento”, perché l’arte, armata di bellezza, si eleva a protagonista di ogni tempo. Un invito a piantare i semi dello stupore per coltivare l’arte dai frutti immortali. “Amate l’arte per sé” diceva Oscar Wilde, “e allora tutte le cose che vi occorrono vi saranno concesse. Tutte le grandi civiltà hanno professato questo culto per la bellezza e per la creazione di cose belle; per esso la vita di ogni cittadino diventa un sacramento e non una speculazione”.


Tutto ciò è trasfuso nelle opere tra cui le più significative sono:

  • “LEX ITALICA”: ondeggianti altorilievi dove l’insegnamento della storia viene trasmesso proprio come modo nuovo di comportamento per coloro che hanno a cuore le cose d’arte. Un sistema a labirinto contorto e affascinante dotato però di vie di uscita scorgibili solo grazie all’intelletto umano. Le “virtù umane” (di machiavellica memoria) difatti, sono le uniche ad essere incoraggiate per intraprendere una via d’uscita in tempi bui; con diversi colori Lex Italica rende omaggio ad alcune fondamentali famiglie storiche italiane la grande intuizione di sostenere i Geni (gli artisti e l’arte) nelle loro creazioni: dai Medici ai Borgia, dagli Sforza ai Della Rovere; lasciandoci per sempre le meraviglie di cui ancora oggi possiamo godere;

  • “PANTHEON”: in queste opere reinterpreto, vestendoli di contemporanea e materica fascinazione, i miti, i personaggi, gli Dei Romani, che ho ammirato nei quadri antichi sin da bambina. Non si tratta del classico ritratto pittorico o scultoreo, come ci si potrebbe aspettare dall’aulico titolo del le opere, poiché esse evocano solo letterariamente il passato per poi, invero, procedere a passo svelto nel contemporaneo con un soffio di fascinazione leggendaria legata all’iconografia classica;

  • “LOADING ART”: per “curare” i Savonarola del nostro tempo, ecco pronte le Loading Art. Cassette del pronto soccorso per anemici d’arte: i carenti di sensibilità artistica, i deboli d’idee, posso caricarsi di nuove energie con la flebo ricostituente di “VANITAS”, una panacea di stupore, con trasfusioni di bellezza e d’amore per l’arte, pilastri della nostra storia come suggeriscono le colonne che sorreggono l’opera;

  • “FALÒ DELLE VANITÀ”: l’installazione di tre metri in plexiglass evoca la sera di martedì̀ grasso, 7 febbraio 1497, quando il frate Savonarola e i suoi seguaci bruciarono in Piazza della Signoria migliaia di oggetti considerati impuri, peccaminosi, immorali, che a loro giudizio potevano generare vanità appunto. Tra questi oltre a specchi, cosmetici, vestiti lussuosi, anche strumenti musicali, manoscritti, numerosi disegni e dipinti. In soccorso arrivano 8 estintori (Caravaggio, Bernini, Canova, Burri...) che dominano le fiamme, controllando e spegnendo il gran fuoco, proprio con la loro successiva sana vanità artistica e il loro genio che sopraffà chi tenta di dar fuoco all’arte per distruggerla. Perchè L’ARTE NON ARDE MAI. LOADING ART TO SAVONAROLA!;

  • “DRESS ART”: Tra le vanità del falò del Savonarola c’erano anche i vestiti preziosi; ed ecco il progetto Dress-Art. Il visitatore diventa protagonista come eventuale indossatore di una serie di corsetti scultura con i quali vestirsi. E’ un invito a calzare un segno d’arte, a trasformarsi, lasciandosi trasportare dai flussi delle volute, spogliarsi di ogni pregiudizio e limite e lasciarsi rivestire da essa. Poiché siamo tutti nudi davanti all’arte, tutti immancabilmente uguali e l’arte è pronta a vestirci di meraviglia e stupore, a spogliarci del maligno per indossare il bene, a toglierci il velo del banale per coprirci di originali virtù;

  • “PROGETTI FOTOGRAFICI”: Unisco successivamente alle opere un progetto fotografico (feat. Anna Cuzzolin), per renderle parte di una storia, a volte onirica e senza trama, a volte riferita a passaggi storici dai quali trarre insegnamento, come il progetto “Loading Art To Savonarola”, nel quale ho immaginato un finale diverso per il “Falò delle Vanità” di Savonarola del 1497: il frate che voleva bruciare l’arte, viene sconfitto con una “trasfusione di Vanitas” da Lorenzo il Magnifico. Questo a voler rammentare che chi non comprende l’arte non deve per questo “bruciarla” ritenendola mera vanità: l’arte non brucia mai e, anzi, aiuta a crescere lo spirito umano. E’ un flusso, una danza portata in scena in teatri diversi, con l’interpretazione propria dei coreografi creatori dello spettacolo.

BIO:

2005     Diploma istituto superiore Città di Castello (Perugia, ITALY);

 

2007    dal 2007, Art designer e costume designer per il balletto classico;

2010     Dal 2010 co-working di progetti fotografici artistici con la fotografa Anna Cuzzolin;

2013     Laureata in Giurisprudenza all'Università di Perugia (ITALY);

2015     Praticante Avvocato presso l'Avvocatura di Stato di Perugia (ITALY);

2015     Solo per l' ART HUB con l'Architetto Jury Favilli a Città di Castello (PG) ITALY;

2016    Diplomata in danza classica alla Royal Academy of Dance di Londra;

2017   Titolata Avvocato stabilito in Italia nel  2017 con cerimonia presso la Corte di Cassazione a Roma  (ITALY);

2018    Mostra collettiva presso Galleria la Chimera (Dicembre 2018) - AREZZO; ITALIA

2019   Mostra collettiva (solo) presso Palazzo  Guicciardini Palace presso la sede legale del Consolato Russo in Italia; Firenze, ITALY;

 

 

2019  Artista selezionata dell' Amedeo Modigliani Fondazione Ricerca Scientifica, MOOVART;

2019   “Arte a Palazzo” collaterale ad Arte Fiera  - BOLOGNA, ITALIA; nserita e recensita nel relativo catalogo dell’evento, depositato presso l’archivio della Facoltà di Storia dell'Arte ed Estetica dell’Università               di Urbino “Carlo Bo”

2019    Mostra collettiva  presso Castel dell’Ovo Napoli - Fondazione Amedeo Modigliani, Moovart (4-7 Maggio 2019) - NAPOLI, ITALIA 

2019    Mostra collettiva  presso Arthill Gallery (11-18 Marzo 2019) - LONDRA, G.B.; Inserita e recensita nel relativo catalogo dell’evento

2019    Mostra collettiva  presso Riba North Liverpool - Fondazione Amedeo Modigliani, Moovart (20-28 Agosto 2019) - LIVERPOOL, G.B.

2019    Finalista a ROMART 2019 - Biennale Internazionale di Arte e Cultura (Novembre 2019) - Roma, Stadio Domiziano, ITALIA.; A catalogo

2019    Finalista premiata a UMBRIART 2019 (Novembre 2019) –Terni, ITALIA. A catalogo

2020   ARTE GENOVA 2020, Mostra Mercato d'Arte moderna e contemporanea, GENOVA (ITALY)

2020   ART HUB (solo) con  Fabrizio Milesi Atelier; Gubbio (PG), ITALY;

2020    Monografia IID Srl e approvato dal Comitato Scientifico dell'Istituto Italiano Design, Presidente Prof. Carlo Pizzichini - Professore Ordinario dell'Accademia delle Belle Arti di Brera - Milano

2020   Mostra Collettiva prezzo il Museo  ZEFFIRELLI con “MOOVART CO-EXPO FIRENZE 2020” promosso da  Amedeo Modigliani Scientific Research Foundation; FIRENZE, (ITALY) 

2020    Selezionata dalla Galleria “Envision Arts” per l'esibizione virtuale di “Black + White III” (Marzo 2020) 

2020   Pubblicata nella rivista d'arte “ArteENews” (March 2020);

2020    Inserita nel Catalogo "Mapping Umbria", progetto accademico dell'IID di Perugia con il patrocinio della Regione Umbria e del  Comune di Perugia

2020    Solo - “RINASCIMENTO (feat. BAROCCO). Loading Art”, con il patrocinio della Regione Umbria e del  Comune di Perugia, presso Palazzo Ranieri di Sorbello; Perugia, ITALY, curata dal                                      Prof. Carlo Pizzichini, (Ottobre- Novembre  2020);

 

2020    Selezionata per la collettiva Emirates Art Connection 2020; Dubai-Abu Dhabi (Ottobre 2020);

2020    Invitata alla collettiva curatoriale  “REFOLDED. Percorsi Meta-artistici”,- Luiss Businnes School; Fondazione Pastificio Cerere;  Rome, ITALIA (Dicembre 2020 - Gennaio 2021); curatore                                     Achille Bonito Oliva;  inserita a catalogo

 

2020    Finalista di EXIBART PRIZE 2020

2020    Selezionata per la 9° Biennale d'Arte di Montecarlo 2021; (Giugno 2021) Montecarlo;